Marco Travaglio… a Ostiglia (Mn)!

23 giugno 2009

Marco e Ferruccio ad Ostiglia! OSTIGLIA

VENERDI 3 LUGLIO 2009 ore 21.00

Cortile municipale

(in caso di maltempo, presso il Cinema Teatro Sociale)

MARCO TRAVAGLIO

presenta

ITALIA ANNO ZERO

introduce FERRUCCIO PINOTTI autore de “L’Unto del Signore”

Il fatto e l'Unto del Signore

L’incontro è organizzato dall’Associazione Culturale “Nogara Europa-Articolo 54″ e dal Siulp - Segreteria provinciale di Mantova. Col patrocinio del Comune e della Pro Loco di Ostiglia. In collaborazione con la libreria Piccolo Principe di Isola della Scala e Mind-Up, la Formazione per emozioni, corsi per aziende e privati.

Serata musicale col duo Corlevich&Turazza

19 giugno 2009

L’Associazione culturale Nogara Europa presenta

il Duo di Chitarra classica Corlevich & Turazza…


IN CONCERTO a Nogara

Venerdì 26 giugno 2009, ore 21.00

presso la sala civica Aldo Ciresa di via Sterzi

Un viaggio nel repertorio della musica classica,

da Scarlatti a Piazzolla

Scarica il programma del concerto cliccando qui.





L’Unto del Signore, di Ferruccio Pinotti

9 giugno 2009

L’intesa con il Vaticano, la nascita di Forza Italia,
le oscure origini di una grande fortuna.
Affari, fede e potere nell’Italia
secondo Silvio.

”Appena suona la moneta nella cassa, l’anima salta fuori dal Purgatorio.” unto-del-signore
Johann Tetzel, 1516

Di Berlusconi molto è stato detto e scritto. Ma pochi si sono soffermati sull’intreccio di rapporti che lo legano al mondo cattolico. In queste pagine, Pinotti e Gümpel ripercorrono la straordinaria avventura del Cavaliere in una prospettiva originale, che ne illumina i lati oscuri caricando di nuovo senso le sue scelte politiche. Partendo dai suoi primi passi di imprenditore, l’inchiesta racconta la vera storia della Banca Rasini e dei suoi soci, analizza le connessioni con Calvi e Sindona e le operazioni offshore, e ricostruisce le origini della Fininvest, con il suo complesso e inestricabile gioco di scatole cinesi. Attraverso preziose testimonianze inedite, rilegge la nascita di Forza Italia, i rapporti con l’Opus Dei e Cl, lo scambio di favori con la Curia, i legami con i nuovi cavalieri della finanza bianca, fino all’involuzione teocon sui grandi temi bioetici e alle battaglie in favore della famiglia. Una “santa alleanza” unisce i due poteri forti del nostro Paese, che sembrano non poter più fare a meno uno dell’altro.

Bur Futuropassato, Rizzoli

Assalto alla Diaz, di Simona Mammano

8 giugno 2009

Simona l’aveva detto e l’ha fatto. Così, a metà del mese prossimo [maggio] uscirà questo libro, Assalto alla Diaz. Polizia e G8 – L’irruzione del 2001 ricostruita attraverso le voci del processo di Genova. L’argomento è ben chiaro da titolo e sottotitolo, ma la particolarità di questo lavoro è che Simona di professione è assistente capo della PdS, dunque ha deciso di rievocare quei fatti da persona che da vent’anni veste una divisa. Ma che la sua posizione andasse oltre l’accesa critica verso l’irruzione nella scuola genovese lo aveva già dimostrato con il racconto Diaz, inserito all’interno dell’antologia La legge dei figli (Meridiano Zero, 2007). Questi i contenuti di questo nuovo libro, la cui prefazione è firmata da Carlo Bonini, giornalista in forza a Repubblica e autore di Acab: assalto alla diaz

Questo libro parla con le voci di chi si trovava dentro la scuola Diaz di Genova la notte del 21 luglio 2001: manifestanti e poliziotti. Voci che hanno scandito mesi di udienze in un’aula di giustizia, raccontando la stessa vicenda da più punti di vista, da fronti opposti, con versioni discordanti. Ma voci che ricostruiscono, al di là della sentenza finale, l’esplosione di una “macelleria messicana” spacciandola per una “colluttazione unilaterale”.

Assistente capo della Polizia di Stato, Simona Mammano è iscritta al sindacato SILP-CGIL e in passato ha collaborato come quadro sindacale del Siulp di Bologna curando dal 1997 al 2007 il premio “Franco Fedeli”, assegnato al miglior libro poliziesco italiano. Ha pubblicato nel 2007 nell’antologia La legge dei figli, edito da Meridiano Zero, il racconto “Diaz”. Scrive per la pagina dei libri di “Repubblica Bologna”, “Polizia e Democrazia”, “Thriller Magazine”,“Milano Nera” e “Delitti di carta”. È docente di Sociologia della comunicazione presso la facoltà di Scienze politiche all’Università di Bologna dal 2006.

Fonte: Xaaraan - il blog di Antonella Beccaria

La Costituzione italiana… per la scuola

18 maggio 2009

La Costituzione della Repubblica Italiana

Monografia per la scuola educazione alla legalità

di Marco Ottanelli

A cura di Claudio Giusti, Piero Grasso, Corrado Mauceri, Severino Saccardi, Luciano Silvestri, Sergio Tamborrino.

In collaborazione con la Fondazione Antonino Caponnetto abbiamo ideato una collana dal Titolo “Monografie per la Scuola – educazione alla legalità”.

Da tempo è stata abbandonata l’Educazione civica quale disciplina del programma di studio e abbiamo osservato una disattenzione crescente nei confronti della nostra Carta fondamentale, disattenzione che è all’origine di una diffusa ignoranza dei diritti e doveri fondamentali di ogni cittadino. Questa assenza della Costituzione dai banchi di scuola impedisce anche di avviare una discussione sui valori condivisi e sul tema della legalità, temi che sono emersi con prepotenza non solo per i comportamenti di scolari e studenti, ma più in generale per la mancanza di una cultura delle regole nel nostro Paese. Per queste ragioni ci sembra opportuno iniziare con essa e proporre un approccio nuovo alla Carta costituzionale nelle scuole medie.

Il volume contiene una introduzione di carattere storico; la-costituzione-italiana-ottanelli

uno scritto di Antonino Caponnetto sui principi di essa in cui sono riassunti i suoi molteplici interventi nelle scuole e fra i cittadini;

poi il commento puntuale da parte del nostro autore che si è attenuto ai resoconti dei lavori dell’Assemblea Costituente. Una disamina, articolo per articolo, della Prima Parte della Costituzione ed un esame della Seconda Parte. Integrano l’opera alcuni saggi su temi che il giudice Antonino Caponnetto chiamava i quattro grandi valori più un saggio sul primato della legge e l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.

A conclusione, delle schede tematiche serviranno da guida per insegnanti e studenti allo scopo di approfondire e conoscere la Costituzione.

Diple Edizioni

quando si dice che “il prossimo” siamo noi…

15 maggio 2009

Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. immigrati
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.
La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti,
Ottobre 1912

Complimenti Marco!

1 maggio 2009

Costituzione e…

16 aprile 2009

L’ Associazione culturale “Nogara Europa”

vi invita al ciclo di incontri con l’Autore

COSTITUZIONE E… “

che si terranno presso la sala congressi del

Piccolo Hotel Nogara **** a partire dalle ore 21.00.

aprile-maggio-2009

MERCOLEDI 29 APRILE

… COLLETTI SPORCHI

SALVATORE BORSELLINO,

fratello di Paolo

FERRUCCIO PINOTTI,

giornalista

BENNY CALASANZIO,

giornalista


GIOVEDI 07 MAGGIO

… IMMIGRAZIONE

GIANPAOLO TREVISI

Vice Questore di Verona e autore di “Fogli di via”

In collaborazione con Nogara On Line e Scuola di

Formazione Politica “Antonino Caponnetto”

Si ringraziano la Libreria Piccolo Principe di Isola della Scala

e il Piccolo Hotel Nogara ****

Siti di riferimento:

Salvatore Borsellino

Ferruccio Pinotti

Benny Calasanzio

Gianpaolo Trevisi

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Travaglio a Monteforte d’Alpone

24 marzo 2009

Comune di Monteforte d’Alpone

marco-a-monteforte

Assessorato alla Cultura e Commissione Biblioteca

MARCO TRAVAGLIO

giornalista


La giustizia è uguale per tutti?


Mercoledì 1 aprile 2009 ore 20.45

Palazzetto dello Sport - Monteforte d’Alpone

In collaborazione con l’Associazione Culturale “NogaraEuropa

Grazie di cuore a tutti coloro (più di 1000 persone!) che hanno partecipato alla fantastica serata di ieri sera, a Monteforte d’Alpone, con Marco Travaglio.

Le parole di una vita

20 febbraio 2009

Storia di un poliziotto che è stato un “carbonaro”, che ha lottato per cambiare il suo mondo e quello degli altri: il capitano che non si piegò alle imposizioni delle gerarchie. Questo è il suo libro.

…Avevano tradito. Gianni e Riccardo avevano osato raccontare quello che i loro commilitoni, violando leggi, regolamenti ed etica professionale andavano facendo nelle protette stanze dei distretti di Polizia. parolediunavita
Ma erano andati oltre. Il loro gesto aveva messo davanti a una precisa scelta gli uomini che volevano dirigere il primo sindacato di Polizia. Costoro, di fronte alla denuncia di torture, l’accusa più infamante che possa raggiungere un reparto di Polizia, avevano due strade. Chiedere che si andasse sino in fondo, appoggiare e sostenere i poliziotti che avevano avuto il coraggio di parlare, stroncare ogni tentativo di copertura e omertà corporativa. Oppure chiudersi a riccio, coprire i presunti colpevoli, isolare chi si era preso la briga di denunciare. Scelsero la seconda strada. La più semplice, la più ovvia, la più vigliacca. Un ufficiale di polizia che divenne uno dei più alti dirigenti del Siulp e che poi ha percorso una lunga carriera, fece, in quei giorni della primavera del 1982, una considerazione precisa. A me cronista, che gli chiedevo perché stava abbandonando Ambrosini e Trifirò al loro destino, rispose testualmente: “Queste cose (quelle che dicono Ambrosini e Trifirò, ndr) voglio dirle per tre anni, non adesso e mai più”. L’ufficiale venne eletto e quelle cose non le ha più dette. Mai.
Riccardo invece venne emarginato, gli bruciarono la porta di casa, fu costretto a lasciare il Siulp alla cui fondazione aveva contribuito in modo determinante. Ancora adesso ci sono dirigenti di Polizia che considerano quel periodo un “periodo buio della sua carriera, un’ombra sulla sua vita professionale.
Riccardo non si preoccupava dell’emarginazione. Continuava a lottare, scriveva articoli su articoli per Franco Fedeli, sosteneva come e dove poteva le proprie opinioni ci sentivamo spesso per telefono. E dei giorni della mia breve prigione mi ripeteva. “Non l’ho certo fatto per te di andare dal magistrato, per me potevi restare in galera per mesi. L’ho fatto perché quello che era successo era sbagliato, perché tutto non doveva diventare la bugia di un giornalista”. Sapevo che l’aveva fatto per tutte e due le ragioni…
Pier Vittorio Buffa

Per informazioni telefonare allo 06.66151476 o scrivere ad info@poliziaedemocrazia.it