OSTIGLIA
VENERDI 3 LUGLIO 2009 ore 21.00
Cortile municipale
(in caso di maltempo, presso il Cinema Teatro Sociale)
MARCO TRAVAGLIO
presenta
OSTIGLIA(in caso di maltempo, presso il Cinema Teatro Sociale)
presenta

L’Associazione culturale Nogara Europa presenta
…
presso la sala civica Aldo Ciresa di via Sterzi
Un viaggio nel repertorio della musica classica,
da Scarlatti a Piazzolla
Scarica il programma del concerto cliccando qui.
L’intesa con il Vaticano, la nascita di Forza Italia,
le oscure origini di una grande fortuna.
Affari, fede e potere nell’Italia
secondo Silvio.
”Appena suona la moneta nella cassa, l’anima salta fuori dal Purgatorio.”
Johann Tetzel, 1516
Di Berlusconi molto è stato detto e scritto. Ma pochi si sono soffermati sull’intreccio di rapporti che lo legano al mondo cattolico. In queste pagine, Pinotti e Gümpel ripercorrono la straordinaria avventura del Cavaliere in una prospettiva originale, che ne illumina i lati oscuri caricando di nuovo senso le sue scelte politiche. Partendo dai suoi primi passi di imprenditore, l’inchiesta racconta la vera storia della Banca Rasini e dei suoi soci, analizza le connessioni con Calvi e Sindona e le operazioni offshore, e ricostruisce le origini della Fininvest, con il suo complesso e inestricabile gioco di scatole cinesi. Attraverso preziose testimonianze inedite, rilegge la nascita di Forza Italia, i rapporti con l’Opus Dei e Cl, lo scambio di favori con la Curia, i legami con i nuovi cavalieri della finanza bianca, fino all’involuzione teocon sui grandi temi bioetici e alle battaglie in favore della famiglia. Una “santa alleanza” unisce i due poteri forti del nostro Paese, che sembrano non poter più fare a meno uno dell’altro.
Bur Futuropassato, Rizzoli
Simona l’aveva detto e l’ha fatto. Così, a metà del mese prossimo [maggio] uscirà questo libro, Assalto alla Diaz. Polizia e G8 – L’irruzione del 2001 ricostruita attraverso le voci del processo di Genova. L’argomento è ben chiaro da titolo e sottotitolo, ma la particolarità di questo lavoro è che Simona di professione è assistente capo della PdS, dunque ha deciso di rievocare quei fatti da persona che da vent’anni veste una divisa. Ma che la sua posizione andasse oltre l’accesa critica verso l’irruzione nella scuola genovese lo aveva già dimostrato con il racconto Diaz, inserito all’interno dell’antologia La legge dei figli (Meridiano Zero, 2007). Questi i contenuti di questo nuovo libro, la cui prefazione è firmata da Carlo Bonini, giornalista in forza a Repubblica e autore di Acab: 
Assistente capo della Polizia di Stato, Simona Mammano è iscritta al sindacato SILP-CGIL e in passato ha collaborato come quadro sindacale del Siulp di Bologna curando dal 1997 al 2007 il premio “Franco Fedeli”, assegnato al miglior libro poliziesco italiano. Ha pubblicato nel 2007 nell’antologia La legge dei figli, edito da Meridiano Zero, il racconto “Diaz”. Scrive per la pagina dei libri di “Repubblica Bologna”, “Polizia e Democrazia”, “Thriller Magazine”,“Milano Nera” e “Delitti di carta”. È docente di Sociologia della comunicazione presso la facoltà di Scienze politiche all’Università di Bologna dal 2006.Questo libro parla con le voci di chi si trovava dentro la scuola Diaz di Genova la notte del 21 luglio 2001: manifestanti e poliziotti. Voci che hanno scandito mesi di udienze in un’aula di giustizia, raccontando la stessa vicenda da più punti di vista, da fronti opposti, con versioni discordanti. Ma voci che ricostruiscono, al di là della sentenza finale, l’esplosione di una “macelleria messicana” spacciandola per una “colluttazione unilaterale”.
Monografia per la scuola educazione alla legalità
di Marco Ottanelli
In collaborazione con la Fondazione Antonino Caponnetto abbiamo ideato una collana dal Titolo “Monografie per la Scuola – educazione alla legalità”.

Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. 
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.
La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.
Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti,
Ottobre 1912
L’ Associazione culturale “Nogara Europa”
vi invita al ciclo di incontri con l’Autore
che si terranno presso la sala congressi del
Piccolo Hotel Nogara **** a partire dalle ore 21.00.

MERCOLEDI 29 APRILE
SALVATORE BORSELLINO,
fratello di Paolo
FERRUCCIO PINOTTI,
giornalista
BENNY CALASANZIO,
giornalista
GIOVEDI 07 MAGGIO
GIANPAOLO TREVISI
Vice Questore di Verona e autore di “Fogli di via”
In collaborazione con Nogara On Line e Scuola di
Formazione Politica “Antonino Caponnetto”
Si ringraziano la Libreria Piccolo Principe di Isola della Scala
e il Piccolo Hotel Nogara ****

Assessorato alla Cultura e Commissione Biblioteca
giornalista
Mercoledì 1 aprile 2009 ore 20.45
Palazzetto dello Sport - Monteforte d’Alpone
In collaborazione con l’Associazione Culturale “NogaraEuropa“
Grazie di cuore a tutti coloro (più di 1000 persone!) che hanno partecipato alla fantastica serata di ieri sera, a Monteforte d’Alpone, con Marco Travaglio.
Storia di un poliziotto che è stato un “carbonaro”, che ha lottato per cambiare il suo mondo e quello degli altri: il capitano che non si piegò alle imposizioni delle gerarchie. Questo è il suo libro.
…Avevano tradito. Gianni e Riccardo avevano osato raccontare quello che i loro commilitoni, violando leggi, regolamenti ed etica professionale andavano facendo nelle protette stanze dei distretti di Polizia. 
Ma erano andati oltre. Il loro gesto aveva messo davanti a una precisa scelta gli uomini che volevano dirigere il primo sindacato di Polizia. Costoro, di fronte alla denuncia di torture, l’accusa più infamante che possa raggiungere un reparto di Polizia, avevano due strade. Chiedere che si andasse sino in fondo, appoggiare e sostenere i poliziotti che avevano avuto il coraggio di parlare, stroncare ogni tentativo di copertura e omertà corporativa. Oppure chiudersi a riccio, coprire i presunti colpevoli, isolare chi si era preso la briga di denunciare. Scelsero la seconda strada. La più semplice, la più ovvia, la più vigliacca. Un ufficiale di polizia che divenne uno dei più alti dirigenti del Siulp e che poi ha percorso una lunga carriera, fece, in quei giorni della primavera del 1982, una considerazione precisa. A me cronista, che gli chiedevo perché stava abbandonando Ambrosini e Trifirò al loro destino, rispose testualmente: “Queste cose (quelle che dicono Ambrosini e Trifirò, ndr) voglio dirle per tre anni, non adesso e mai più”. L’ufficiale venne eletto e quelle cose non le ha più dette. Mai.
Riccardo invece venne emarginato, gli bruciarono la porta di casa, fu costretto a lasciare il Siulp alla cui fondazione aveva contribuito in modo determinante. Ancora adesso ci sono dirigenti di Polizia che considerano quel periodo un “periodo buio della sua carriera, un’ombra sulla sua vita professionale.
Riccardo non si preoccupava dell’emarginazione. Continuava a lottare, scriveva articoli su articoli per Franco Fedeli, sosteneva come e dove poteva le proprie opinioni ci sentivamo spesso per telefono. E dei giorni della mia breve prigione mi ripeteva. “Non l’ho certo fatto per te di andare dal magistrato, per me potevi restare in galera per mesi. L’ho fatto perché quello che era successo era sbagliato, perché tutto non doveva diventare la bugia di un giornalista”. Sapevo che l’aveva fatto per tutte e due le ragioni…
Pier Vittorio Buffa
Per informazioni telefonare allo 06.66151476 o scrivere ad info@poliziaedemocrazia.it